“Per anni Giuseppe Conte ha costruito la propria immagine politica dispensando lezioni di etica, trasparenza e conflitto di interessi agli avversari. Oggi è lui a dover chiarire. Le ricostruzioni pubblicate dalla stampa, se confermate, delineano una vicenda che pone un evidente problema di opportunità politica. Secondo quanto riportato, l’ex Presidente del Consiglio avrebbe seguito una complessa trattativa per la vendita del Grand Hotel Plaza di Roma, immobile riconducibile alla famiglia della sua compagna, intrattenendo contatti con potenziali acquirenti internazionali. La vicenda assume un rilievo ancora maggiore perché, sempre secondo quanto riportato dagli organi di informazione, la trattativa riguarderebbe società interessate da procedure di liquidazione e da una rilevante esposizione debitoria nei confronti dell’Erario. Anche per questo è doveroso fare piena chiarezza sul ruolo effettivamente svolto dall’ex Presidente del Consiglio. Colpisce, inoltre, quella che appare come una profonda contraddizione politica: mentre attaccava pubblicamente Donald Trump e la sua amministrazione, secondo le ricostruzioni giornalistiche avrebbe incontrato un suo emissario nell’ambito di questa operazione immobiliare. Se così fosse, sarebbe difficile conciliare la narrazione pubblica con i comportamenti privati. Nessuno mette in discussione il diritto di vendere un immobile o di svolgere attività lecite. Il punto è un altro: gli italiani hanno il diritto di sapere se Giuseppe Conte abbia agito esclusivamente come privato cittadino oppure se abbia messo a disposizione relazioni e autorevolezza maturate durante gli anni trascorsi a Palazzo Chigi. Chi ha fatto della superiorità morale la propria bandiera non può sottrarsi oggi a quella trasparenza che ha sempre preteso dagli altri. Conte chiarisca ogni aspetto di questa vicenda. Gli italiani meritano risposte, non silenzi.” Lo dice Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia.