Confcommercio: Sangalli, c’è incertezza ma fondamentali economia restano confortanti

Tasse e burocrazia frenano investimenti e crescita, c’è incertezza ma anche la sensazione di potercela fare perchè i fondamentali dell’economia italiana restano confortanti. Il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nella sua relazione all’Assemblea annuale della confederazione traccia un quadro chiaro e definito della situazione economica in Italia, sottolineando che nonostante le molte difficoltà il Paese ce la può fare.

“Nel nostro Paese – ha detto Sangalli – viviamo in una fiscocrazia: troppe tasse e troppa burocrazia frenano imprese, investimenti e crescita. C’è sempre la possibilità che le cose vadano male, ma raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti. La fiducia, infatti, è un valore anche economico e la fiducia strutturale delle famiglie italiane, rilevata nella ricerca Confcommercio-Censis, presenta una sostanziale tenuta, moderata, lucida, potremmo quasi dire: ‘composta’”.

C’è incertezza ma anche la sensazione di potercela fare

Per il Presidente di Confcommercio “in generale, c’è incertezza, ma anche una sensazione di potercela fare. Sappiamo bene che la crescita di lungo termine dell’Italia è insufficiente, eppure, nonostante tutto, i fondamentali dell’economia italiana restano confortanti. Il reddito disponibile delle famiglie, in termini di potere di acquisto, si consolida su livelli migliori di quelli del 2019; l’occupazione ha superato i 24,3 milioni di lavoratori e l’inflazione al 3%, o poco sopra, è perlopiù dovuta all’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche”.

Apprezzamento al governo su gestione conti pubblici e lavoro

Sul fronte delle misure adottate Sangalli apprezza il lavoro del governo. “Abbiamo apprezzato – ha detto – alcune linee strategiche del Governo, prima fra tutte il necessario rigore tenuto nella gestione dei conti pubblici. Occorre procedere in questa prospettiva. Le quattro priorità indicate per la riforma fiscale – cioè semplificazione, certezza del diritto, riduzione del carico tributario e lotta all’evasione – incontrano in pieno quanto chiediamo da tempo. Si proceda, dunque, alla riduzione dell’aliquota centrale dal 35 al 33% per i redditi fino a 60mila euro, per dare il giusto riconoscimento al ceto medio. Fiscalità equa e conti pubblici in ordine sono due fattori determinanti per la crescita economica”.

Sul lavoro Confcommercio riconosce “al Governo di aver lavorato su questo tema con visione e tenacia per promuovere equità e trasparenza. Pensiamo soprattutto al ‘salario giusto’ previsto dal decreto 1° maggio, che ha stabilito un criterio credibile e costruttivo. Un conto, infatti, è il salario minimo che appiattisce verso il basso, un conto è il salario giusto che punta alla qualità! Qualità del lavoro, delle competenze, delle imprese si traducono in qualità della vita delle nostre comunità”.

Europa sia più forte dal punto di vista politico

Sangalli richiama poi l’Europa. “Il mondo è troppo grande perché l’Europa non giochi un ruolo da protagonista – ha sottolineato -, che non sia solo da arbitro. Ma è anche un mondo troppo piccolo per nascondersi. C’è bisogno di un’Europa più forte dal punto di vista politico che riesca a parlare con una sola voce su temi come quelli del commercio internazionale, del mercato unico, della politica monetaria”.