“Giorgia Meloni vuole dire di grazia una parola sull’emergenza climatica? Migliaia di persone lavorano nelle strade, sotto il sole, nei capannoni soffrendo le conseguenze terribili dei cambiamenti climatici. Possibile che voglia negare anche le temperature? I ministri Urso, Picchetto Fratin, Calderone, hanno qualcosa da dire al paese che non siano le sciocchezze sull’impossibile nucleare? L’energia verde perché è al palo? La cassa integrazione per le ore di caldo dove è?”. Così la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella la quale ricordo che “una mozione a sua prima firma è ferma in Aula in attesa di sapere cosa intenda fare il governo sugli impegni chiesti: 1) rafforzamento del Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute; 2) Piani di allerta; 3) protocolli sanitari con la segnalazione di decessi causati dalle alte temperature; 4) integrare le competenze climatiche negli standard della formazione permanente per personale sanitario; 5) reti di protezione sociale attraverso l’istituzione di unità operative di emergenza socio-sanitarie di prossimità, con formazione degli operatori sanitari su sintomi da colpo di calore; 6) monitorare i decessi, gli infortuni e i malori causati dall’esposizione di lavoratori a temperature eccessive e comunque superiori ai 35 gradi centigradi; 7) campagne di comunicazione e informazione tramite mass-media e social; 8) dati annuali alle competenti commissioni parlamentari sulle morti, infortuni o malori causati dall’incidenza delle alte temperature nelle città; 9) una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per elaborare un programma nazionale di interventi; 10) un grande programma nazionale di riforestazione urbana; 11) normative per il consumo di suolo zero entro il 2030; 12) ad approvare definitivamente entro il prossimo mese di settembre il Piano nazionale per il ripristino della natura, indicando azioni, misure e strumenti, inclusi quelli finanziari, con cui il nostro Paese intende raggiungere gli obiettivi posti dal regolamento Ue per il ripristino della natura”.