Clausola di salvaguardia nazionale, cos’è e come funziona

L’UE consente agli Stati membri di ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale, offrendo loro così maggiore flessibilità di bilancio al fine di aumentare la spesa per la difesa in risposta alle crescenti minacce alla sicurezza.
La clausola di salvaguardia nazionale è uno strumento previsto dalle norme di bilancio dell’UE che consente ai singoli Stati membri di deviare temporaneamente dai requisiti di bilancio a fronte di circostanze eccezionali al di fuori del loro controllo, garantendo al tempo stesso la sostenibilità del debito.

Che cos’è la Clausola di salvaguardia nazionale?

Il quadro riformato della governance economica dell’UE permette agli Stati membri di ricorrere a tale flessibilità attraverso l’aumento temporaneo della spesa pubblica oppure livelli di disavanzo più elevati, senza essere considerati in violazione delle norme di bilancio definite nel patto di stabilità e crescita.

Insieme alla clausola di salvaguardia nazionale, il quadro di bilancio dell’UE (noto anche come quadro della governance economica) comprende anche una clausola di salvaguardia generale, che può essere attivata in caso di grave congiuntura negativa nella zona euro oppure nell’UE nel suo complesso. Mentre la clausola di salvaguardia nazionale si applica a singoli Stati membri, quella generale prevede una risposta coordinata a livello dell’UE.

Come funziona la clausola di salvaguardia nazionale?

Una volta attivata, la clausola di salvaguardia nazionale consente agli Stati membri di deviare temporaneamente dalle norme di bilancio stabilite nel patto di stabilità e crescita, in particolare rispetto:

  • ai tassi massimi di crescita della spesa netta fissati dal Consiglio in sede di approvazione dei piani strutturali di bilancio di medio termine
  • ai percorsi correttivi nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi

La flessibilità prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale per la spesa per la difesa sarebbe a disposizione per quattro anni, a partire dal 2025, con uno sforamento annuo fino al 2028 che non supererà l’1,5% del PIL. Gli aumenti superiori a tale percentuale sarebbero soggetti alle normali valutazioni di conformità. Tale massimale è necessario per garantire che la sostenibilità di bilancio non sia compromessa, consentendo nel contempo a tutti gli Stati membri di beneficiare della flessibilità nel passaggio a un livello più elevato di spesa per la difesa.

La base giuridica per l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale è l’articolo 26 del braccio preventivo del patto di stabilità e crescita, che rientra nel nuovo quadro di governance economica.