Oggi il CDM sul caro carburante. Ieri ne avete parlato in collegamento quali decisioni sono previste?
“Si proroga la decisione già adottata dall’ultimo Consiglio dei Ministri e il tempo necessario per preparare un intervento sostanziale e che possa essere anche strutturale. E io credo che si possa lavorare anche discutendo e confrontandoci con il mondo industriale, soprattutto nel settore degli idrocarburi”. Così nel punto stampa al Meeting di Rimini del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
“Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extra profitto, di tasse. Cioè, quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria. E confronto, un contributo giusto e che sia dato come abbiamo fatto con le banche anche con le assicurazioni.
Deve esserci un confronto concordato, chiedere un contributo in un momento difficile anche da parte delle aziende del settore, ma non voglio sentire la parola extra profitto che mi sa molto da Unione Sovietica. Non esiste poi in diritto l’extra profitto. Chi decide? Un burocrate decide e dov’è dove finisce il profitto e dove comincia l’extra profitto? Che cos’è l’extra profitto? È una parolaccia extra profitto.
Un contributo e concordato mi sembra invece che è una cosa giusta, un confronto, ripeto, l’abbiamo fatto, l’abbiamo sempre sostenuto. Nei momenti di difficoltà tutti devono contribuire alla soluzione dei problemi. Ma un conto contribuire con un accordo, un conto è e abbattere con la mannaia delle tasse. Io sono contrario all’aumento della pressione fiscale. Il nostro mantra è meno tasse, meno tasse, meno tasse.
Quindi veramente le tasse sono come la gramigna e sono un elemento negativo e vanno estirpate comunque la nostra anche per quanto riguarda la crescita del Paese, dobbiamo puntare su una riduzione della pressione fiscale.
Quindi anche per quanto riguarda l’aspetto e dell’energia stiamo lavorando anche per il NEC, cioè tutte le proposte che dovremmo fare alla Commissione europea, grazie allo spostamento che abbiamo ottenuto, grazie alla possibilità di poter utilizzare questi 14 e miliardi e ritengo che si possa fare cose molto positive che vanno nella riduzione dei costi energetici nei confronti delle famiglie, delle e imprese, ma quei fondi non possono essere utilizzati per tagliare le accise, questo lo sappiamo, ma serve un intervento strutturale e nello stesso tempo lavoriamo perché si possa ricomporre la situazione internazionale, perché non è una nostra responsabilità, non è una responsabilità del governo, né dell’Italia, né dell’Europa, se aumenta e il costo del e petrolio del gas e dei fertilizzanti.
Ci sono delle guerre in corso, c’è una crisi e a Hormuz e la chiave del problema è lì.
Noi lavoriamo per costruire la pace e siamo anche qui per sostenere e continuare a sostenere questa tesi, ne parleremo e anche e oggi, però nel frattempo sperando che la situazione possa migliorare, dobbiamo prendere degli fare degli interventi strutturali, però mirati, non generalizzati, che possano aiutare soprattutto, il ceto medio e aiutare le imprese. Quindi interventi finalizzati a sostenere ceto medio e chi ne ha e bisogno”.
Ministro, ieri Salvini qui dal meeting ha detto più volte no allo spezzatino del Monte dei Paschi. Lei è d’accordo?
“Ma io sono per il libero mercato, l’abbiamo sempre detto. Il mercato che è sovrano e deve decidere cosa si fa. Non tocca al governo, non tocca la politica e infilarsi nel risiko bancario. La politica deve dare delle regole, vedere che le regole si rispettino e basta.
Questo è il mio pensiero, quindi sono sempre per uno Stato che sia al di fuori di una politica che sia al di fuori della questione del del rischio bancario.
Non servono le banche dei partiti, forse piace alla sinistra avere una banca di partito, a me non interessa avere una banca di Forza Italia, mi interessa che ci sia un sistema bancario efficiente, sosteniamo le banche di prossimità che sono quelle che aiutano 4 milioni di piccole e medie imprese, aiutano le famiglie ad accedere al credito, come siamo e interessati ad avere un e sistema bancario che insieme alle banche di prossimità abbia delle grandi banche che servano a sostenere le grandi operazioni internazionali, cioè una finanza che possa aiutare anche la internazionalizzazione del nostro sistema imprenditoriale.
Ma questo è un sistema, ma non tocca alla politica decidere chi deve fare, che cosa deve fare. Come ripeto, sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di tassare gli extra profitti che non esistono né in diritto, né in economia, né in politica.
E i grandi esperti e di economia e di economia del legata all’energia hanno sostenuto e sostengono ancora che le tasse su questi questi cosiddetti extra profitti hanno prodotto solo effetti negativi e non positivi perché hanno fermato la crescita”.
Ministro, l’export sono positivi, ma il contesto geopolitico è complesso. Cosa si intende fare per tutelare le catene logistiche e le imprese che lavorano all’estero?
“Ma noi continuiamo a lavorare, c’è un piano d’azione del governo che ha prodotto dei risultati molto positivi, l’export continua a crescere e in tutti i settori, cresce anche molto l’export nel Meridione, è un fiore all’occhiello della nostra e economia. Continueremo a lavorare per sostenerlo, abbiamo fatto una riforma del Ministero degli Esteri proprio per questo, i risultati si vedono, sono molto soddisfatto, ma credo che si debba fare ancora di più.
I risultati positivi ci spronano a fare ancora di più per favorire la internazionalizzazione delle nostre imprese per favorire l’export. Sono due cose che vanno in parallelo, la parola diversificazione e ha dimostrato che si può esportare e investire in paesi diversi ed rispetto a quelli che erano stati tradizionalmente oggetto dell’interesse italiano.
Continueremo a guardare all’Europa, certamente al mercato interno che è una straordinaria opportunità, continueremo a guardare agli Stati Uniti che sono un altro mercato importantissimo e dove abbiamo ottenuto risultati nonostante i dazi, quindi significa che il qualità del prodotto italiano e una buona strategia di accompagnamento da parte del governo che si avvale di tutte le ambasciate che ormai e dei nostri consolati che sono diventati i trampolini di lancio per le nostre imprese nel mondo.
L’obiettivo è di non far sentire nessuna impresa italiana che opera al di là dei confini e da sola. In più, ripeto, con una nuova Direzione generale della crescita che opera giorno e notte e cerchiamo di aiutare le nostre imprese a continuare a lavorare all’estero. L’obiettivo di arrivare alla fine del 2027 a 700 miliardi e stiamo andando in quella direzione, speriamo di avvicinarci il più possibile.