“Sono trascorsi dieci anni dall’approvazione della legge sul caporalato che aveva come prime firme la mia, come ministro della Giustizia, e quella del ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina”. Lo dice l’ex ministro della Giustizia ed esponente Pd, Andrea Orlando. “Proprio in questi giorni si stanno susseguendo notizie di inchieste che, sulla base di questa legge, hanno incriminato aziende che, non solo nell’ambito agricolo, come sempre più spesso emerge, ma anche in altri contesti come quello delle consegne a domicilio, come nella cantieristica, utilizzano in modo inaccettabile il lavoro attraverso una vera e propria schiavizzazione, attraverso l’uso di caporali, attraverso uno sfruttamento che non dovrebbe essere accettato nel 2026. Eppure emerge ogni giorno”.
“Ecco, una volta tanto compiaciamoci del fatto che una legge ha funzionato e sta funzionando nell’interesse dei lavoratori, ma anche nell’interesse della civiltà del nostro paese. Voglio approfittarne per ringraziare tutti quei magistrati che stanno squarciando un velo – osserva Orlando – che rischia di nascondere come le cose vengono fatte, attraverso quali forme di utilizzo del lavoro e di sfruttamento. Invece è bene non solo che queste forme siano represse, ma che anche i consumatori lo sappiano e si possano di conseguenza regolare”.