Automotive: Governo, piena fiducia nel Piano Stellantis

Stellantis sconta delle difficoltà dovute anche al cambio di governance, con il Piano Italia ha ribadito la centralità degli stabilimenti italiani per la produzione, il governo italiano comunque vigilerà sul rispetto degli impegni, anche attraverso tavolo permanente Automotive istituito presso il Ministero del Made in Italy. È quanto ha chiarito Maria Tripodi, Sottosegretaria di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale, rispondendo a un’interpellanza alla Camera presentata dall’on Carmela Auriemma (M5S). Quest’ultima si è poi detta profondamente insoddisfatta dalla risposta, “Il Piano Italia non esiste”.

Il caso Trasnova

L’interpellanza prende spunto della vertenza Trasnova — azienda dell’indotto con una commessa esclusiva da Stellantis. Il contratto con il colosso dell’automotive dovrebbe scadere a aprile e i lavoratori hanno già ricevuto le lettere di licenziamento, come ha chiarito Auriemma. La sottosegretaria Tripodi ha però ricordato che, grazie all’intervento del MIMIT, il contratto è stato prorogato due volte. Un nuovo incontro del tavolo dedicato è convocato per l’11 marzo, con l’obiettivo di trovare una soluzione strutturale per i lavoratori coinvolti.

Il Piano Italia e gli impegni del governo

Secondo Tripodi, l’intero settore automotive europeo sta affrontando una crisi profonda causata dalla duplice sfida della transizione green e digitale e dalla crescente concorrenza dei produttori extraeuropei. Stellantis, ha spiegato la sottosegretaria, sconta anche difficoltà specifiche legate alle vicende che hanno caratterizzato la sua governance negli ultimi anni. Tuttavia, con i nuovi vertici, “la situazione sta cambiando”.

Il punto di riferimento dell’azione governativa è il Piano Italia, presentato il 17 dicembre 2024 al MIMIT, che prevede la centralità del nostro paese nella produzione del gruppo e garantisce che nessuno stabilimento produttivo italiano chiuda o subisca licenziamenti. Il governo monitora l’attuazione del piano attraverso incontri periodici e riunioni del tavolo permanente Automotive istituito presso il Ministero.

Nel corso dell’ultimo tavolo, tenutosi il 30 gennaio scorso, Stellantis ha confermato di aver rispettato gli impegni assunti a fine 2024 e ha annunciato che nel 2026 gli acquisti da fornitori nazionali supereranno i 7 miliardi di euro, con una proiezione di incremento dei volumi produttivi nel corso dell’anno. Sul fronte degli stabilimenti: a Melfi è previsto l’avvio di un nuovo modello DS e un turno aggiuntivo per la Jeep Compass; a Mirafiori tre nuovi modelli; a Cassino la produzione della Maserati Grecale, con una revisione della precedente strategia orientata esclusivamente all’elettrico.

Il governo sta inoltre lavorando a un DPCM per la riprogrammazione delle risorse del Fondo Automotive fino al 2030, per un totale di circa 1,6 miliardi di euro, di cui il 75% destinato al rafforzamento dell’offerta produttiva.

Per Auriemma, il Piano Italia non esiste

La replica della deputata Carmela Auriemma è stata netta: “Assolutamente insoddisfatta. La risposta del sottosegretario sembra scritta da Stellantis”. Per Auriemma, il Piano Italia “ad oggi non esiste”: i modelli annunciati per Pomigliano non sono stati avviati, la cassa integrazione coinvolge il 60% dei lavoratori degli stabilimenti italiani e nel 2025 sono state prodotte appena 380.000 vetture, meno rispetto al 2024, a fronte di un obiettivo dichiarato di un milione.

La deputata ha anche denunciato la contraddittorietà della strategia aziendale: Stellantis critica la concorrenza cinese ma ha stretto una partnership proprio con un produttore della Cina, ha smesso di investire in ricerca e sviluppo e ha distribuito bonus straordinari agli azionisti rinunciando al premio di produzione per gli operai. “Stellantis sta continuando a delocalizzare, a investire a all’estero, addirittura invita gli operai di Pomigliano, di Melfi, di Mirafiori a spostarsi in altri paesi” ha detto. “Le scelte manageriali non sono state giuste e ne stanno pagando le conseguenze i lavoratori, a iniziare da quelli degli stabilimenti italiani”, ha detto Auriemma.

Per quanto riguarda Trasnova, la deputata ha sottolineato che quei lavoratori sono di fatto legati a Stellantis attraverso una cessione di ramo d’azienda e che, con la scadenza della commessa ad aprile, rischiano di restare senza lavoro. “In quella zona, perdere il lavoro a 50 anni significa non rientrare più. Sono monoredditi, con figli e mutui. Non possiamo permettere che questa beffa si realizzi”. Auriemma ha chiesto al governo di “allargare il raggio d’azione”, coinvolgendo nuovi investitori e guardando alle opportunità legate alla filiera delle batterie al litio presente sul territorio.