“La Commissione Europea, comunicando che non darà seguito all’iniziativa di oltre un milione di cittadini europei che hanno sottoscritto la proposta My Voice, My Choice, commette un doppio errore” Lo afferma la Tesoriera di +Europa, Carla Taibi. “Il primo riguarda il diritto all’aborto sicuro, un diritto civile e di civiltà, che non è realmente garantito in tutti i Paesi europei, come ad esempio succede in Italia, dove le donne sono costrette a un calvario tra obiettori di coscienza, consultori e altri tipi di ostacoli che rendono impossibile il diritto effettivo all’interruzione volontaria di gravidanza. Per non parlare di Polonia, Ungheria o Malta dove è totalmente vietato abortire e dove le donne vengono addirittura perseguite”.
“L’altro errore, altrettanto grave – prosegue Taibi – riguarda la democrazia europea: non si può parlare di Unione se non si dà voce a 1,2 milioni di cittadini di tutti i paesi europei che si uniscono per chiedere alle istituzioni Ue di affrontare un tema che, evidentemente, è avvertito come prioritario. Da parte della Commissione europea una occasione mancata per le donne in Europa di sentirsi più tutelate e, per i cittadini dei Paesi membri, di sentirsi più europei”, conclude Taibi.