Aborto: Commissione Ue, nessuna nuova legge, ma si può usare il Fondo Sociale Europeo

I Paesi membri dell’Ue sono liberi di adottare di propria iniziativa programmi nazionali che garantiscano accesso all’aborto legale e sicuro, e possono utilizzare il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+). E’ uno dei motivi che ha spinto la Commissione europea a non presentare una nuova proposta legislativa, e a non dare seguito all’Iniziativa dei Cittadini Europei “My Voice, My Choice: For Safe And Accessible Abortion”. Bruxelles spiega infatti che lo desiderano possono modificare volontariamente i propri programmi nazionali cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo Plus per includere misure di accesso all’aborto legale e sicuro, anche per donne in situazioni di vulnerabilità economica.

L’iniziativa – che aveva raccolto oltre un milione di firme – puntava a ottenere un meccanismo di finanziamento europeo per garantire l’accesso all’aborto sicuro in tutta l’UE. Bruxelles , ritenendola non necessaria. La Commissione, nella risposta fornita oggi, spiega anche che i Trattati europei, in particolare l’articolo 168(7) del TFUE, riservano agli Stati membri la competenza esclusiva in materia di organizzazione sanitaria e scelte bioetiche, inclusa la regolamentazione dell’interruzione di gravidanza.

Bruxelles precisa inoltre che i Paesi che ricorrono ai Fondi europei devono rispettare un vincolo fondamentale: qualsiasi azione dovrà essere aperta a tutte le donne, indipendentemente dalla nazionalità o residenza, senza poter essere specificamente indirizzata a cittadine provenienti da Paesi dove l’aborto è vietato o limitato.